La notte del Corvo

Il Corvo non smetteva un attimo di scaricare la sua vitalità sul corpo della ragazza. Mentre continuava solerte a tentare di farla entrare nel suo godimento, il buio lasciava intendere quello che la sua schiena conteneva: le cupole capricciose e insinuanti di San Vasilij erano il retro del suo corpo. Ognuna di esse sormontava l’altra in una lotta che non pareva avere requie, quasi un groviglio di teste d’Idra. Gli altri tatuaggi, a confronto, parevano essere dei semplici scarabocchi, degli sghiribizzi privi di valore, ad eccezione, indubbiamente, dell’enorme croce disegnata sullo sterno dell’uomo, che arrivava sino all’inguine.