Il risveglio

 

David Bowie scorreva ancora fertile come un campo di grano lungo la strada del ritorno. Erano quasi le otto di sera, e, ascoltando la musica di quell’alieno dagli occhi diversi, avevo ancora il tremendo alito delle tigri, quel fiato ferino e mortale nelle narici. Guardare in faccia un animale che uccide a sangue freddo era qualcosa che ancora non avevo provato: essere dall’altra parte della pistola, essere il bersaglio. Non mi ero reso nemmeno conto di come mi fossi ritrovato, da solo, rinchiuso nella gabbia assieme a quell’animale.